America oggi 47 arresti davanti alla prigione Ice di Delaney Hall. Era scattato il coprifuoco imposto dal sindaco. I detenuti: «Non lasciateci soli»

La prima notte di coprifuoco davanti al centro di detenzione per migranti di Delaney Hall, gestito dal gruppo privato Geo, al centro di una battaglia legale e politica che va avanti da mesi, non è andata benissimo ed è finita con 47 arresti. Fuori, un centinaio di manifestanti, dentro, centinaia di migranti detenuti. In mezzo, circa duecento agenti di polizia in tenuta antisommossa.

IL COPRIFUOCO è scattato alle 21, per rimanere in vigore fino alle 6 del mattino. Già durante il giorno erano state erette barricate presidiate non più dagli agenti dell’Ice ma dalla polizia statale, che teneva manifestanti e stampa lontani dall’ingresso della struttura.

Durante il giorno non ci sono stati segnali violenti, nonostante i familiari dei detenuti si trovassero bloccati fuori, anche dopo che il dipartimento della Sicurezza Interna aveva annunciato il ripristino delle visite. Le visite sono riprese ma non per l’Unità 2, che ospita la maggior parte dei detenuti in sciopero della fame.

«Mio zio è recluso da agosto – ci ha detto Karen, una delle attiviste presenti al presidio – dicono che le visite sono aperte ma la polizia ci tratta come criminali al checkpoint». Ammassati per ore dietro i blocchi di cemento, alla fine molti parenti si sono visti negare lìaccesso alla struttura.