La Festa della Repubblica che si celebra oggi non è soltanto una ricorrenza civile. È il momento in cui una comunità nazionale si riconosce nei propri valori fondanti: libertà, democrazia, responsabilità e partecipazione. Una ricorrenza in cui, al di là delle legittime differenze, politiche e culturali, gli italiani riconoscono le basi del patto che li unisce: la Costituzione repubblicana.È il giorno in cui ricordiamo la scelta compiuta dag-li italiani il 2 giugno 1946 e, insieme, il primo voto delle donne italiane, che entrarono pienamente nella vita democratica del Paese. Le due vicende sono inseparabili. La nascita della Repubblica coincide infatti con l’ingresso delle donne nella cittadinanza politica piena. Non come semplici destinatarie di diritti, ma come protagoniste di una stagione costituente che avrebbe cambiato per sempre il volto dell’Italia. Per comprendere il significato di questa giornata è importante ricordare il ruolo delle Madri Costituenti. Donne provenienti da culture politiche diverse — cattoliche, socialiste, comuniste, liberali e azioniste — che contribuirono a ridefinire il concetto stesso di cittadinanza. Portarono nell’Assemblea Costituente la consapevolezza che una democrazia non può dirsi compiuta se una parte della società rimane esclusa o invisibile.
Una Repubblica al femminile
Ottant’anni fa l’Italia faceva la scelta più importante per il suo futuro grazie alle donne che votarono per la prima volta












