| 2 Giugno 2026 00:01 |
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ROMA (ITALPRESS) – È la nuova frontiera della chirurgia robotica e mininvasiva e riguarda il trattamento di tumori rari e, in alcuni casi, molto invasivi e difficili da trattare, come quelli mesenchimali dell’addome e della pelvi. “Questi tumori – spiega il professor Fabio Pacelli, Ordinario di Chirurgia Generale, Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore della UOC di chirurgia del Peritoneo e del Retroperitoneo di Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – sono un gruppo eterogeneo di neoplasie rare, che comprende i sarcomi retroperitoneali, i GIST (tumori stromali gastrointestinali) e i tumori delle guaine nervose, benigni e maligni. La loro incidenza è stimata tra 1 e 5 nuovi casi ogni 100.000 abitanti/anno. E proprio per la loro rarità e complessità, richiedono un approccio altamente specialistico e multidisciplinare”. Negli ultimi anni, l’evoluzione delle tecniche diagnostiche, l’introduzione di terapie target sempre più selettive e lo sviluppo di strategie chirurgiche avanzate hanno profondamente trasformato l’approccio terapeutico a queste neoplasie e gli esiti del trattamento. “Queste innovazioni – prosegue Pacelli – aprono la strada a nuove prospettive in termini di radicalità oncologica, preservazione d’organo e qualità di vita. La gestione ottimale di queste patologie è strettamente legata ad un percorso diagnostico-terapeutico dedicato, sin dalla fase pre-operatoria. Questo comprende un’accurata caratterizzazione istopatologica e molecolare, ma anche mediante l’impiego crescente di strumenti diagnostico-terapeutici innovativi come la radiomica, l’intelligenza artificiale applicata all’imaging e le tecniche robotiche”.








