Nell’attesa di capire quale sarà la linea ufficiale dell’Unione europea sull’adesione dell’Ucraina, Francia e Gran Bretagna continuano le loro azioni coercitive contro la cosiddetta “flotta ombra” russa. Il presidente francese Emmanuel Macron ieri ha annunciato che la sua marina militare ha intercettato e fermato nell’oceano Atlantico la petroliera Tagor, partita dal porto artico di Murmansk e soggetta a sanzioni internazionali.

Secondo quanto riferito dalle autorità francesi, l’abbordaggio sarebbe partito per il sospetto che la Tagor navigasse sotto una falsa bandiera (camerunense o malgascia a seconda delle versioni), circostanza che nell’ultimo pacchetto di sanzioni è stata inserita tra i motivi che giustificano il controllo forzato. A circa 400 miglia nautiche dalle coste della Bretagna, con il supporto della marina di Sua maestà e di «altri partner europei», incursori e personale militare elitrasportato hanno fatto irruzione a bordo della petroliera per prenderne il controllo. È stato Macron stesso a pubblicare il video dell’operazione.

«Il capitano della petroliera, che si dichiarava di nazionalità russa, ha rifiutato più volte di ottemperare alle consegne della Marina nazionale», ha spiegato il procuratore Stephane Kellenberger, aggiungendo che «una presa di controllo è stata necessaria». Macron ha parlato di «rigoroso rispetto del diritto del mare» durante l’operazione e poi accusa: è inaccettabile che delle navi aggirino le sanzioni internazionali, violino il diritto del mare e contribuiscano a finanziare la guerra che la Russia conduce contro l’Ucraina da oltre quattro anni». Oggi la Tagor dovrebbe arrivare nella baia di Douarnanez dove sarà trattenuta almeno fino alla chiusura delle indagini. Il Cremlino ha definito «illegale e al limite della pirateria internazionale» il sequestro, avvisando che adotterà «misure per garantire la sicurezza del traffico marittimo in risposta all’incidente».