HomeEconomiaEnergia. La Ue apre agli aiuti. La Commissione: ok alla flessibilità. Fondi di coesione? Un’opportunitàGià mercoledì Bruxelles potrebbe rispondere alle richieste del nostro governo. Secondo le indiscrezioni, resta anche l’ipotesi di una linea di creditoUna protesta contro il caro vita. Nel mese di maggio, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, i beni energetici sono aumentati del 12%Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciLA LETTERA DI FITTO
Il vicepresidente Raffaele Fitto, ieri, ha scritto a tutte le Regioni europee per spiegare quali siano i nuovi campi di azione dei fondi di Ue di Coesione: “Non stiamo spostando alcuna risorsa: stiamo dando un’opportunità alle Regioni e ai governi”. Nessun obbligo, nessuna imposizione, nessuna sottrazione automatica: ogni amministrazione potrà decidere se mantenere i programmi già approvati o rimodularli alla luce di uno scenario cambiato dopo guerra in Ucraina, tensioni in Medio Oriente e pressione sui prezzi dell’energia.
I fondi di coesione sono uno degli strumenti centrali dell’Unione europea per ridurre i divari territoriali, economici e sociali. Finanziano infrastrutture, innovazione, transizione verde, formazione, occupazione, servizi pubblici e competitività delle imprese. In Italia pesano soprattutto sul Mezzogiorno, ma incidono anche sui programmi regionali e nazionali. Il nodo nasce qui. Quelle risorse non sono un salvadanaio indistinto, ma fondi già inseriti in piani pluriennali, con obiettivi, bandi e interventi attesi dai territori. Rimodularle è possibile, ma ogni spostamento pone una domanda politica: la coesione deve correggere divari strutturali o può diventare anche una leva anticrisi?












