Intelligenza artificiale, gaming 4K, video 8K e super calcolo producono calore, così tanto calore che gli smartphone più potenti saranno costretti a usare sistemi di raffreddamento a liquido. Deve esserne convinta anche Samsung, poiché recentemente - stando a quanto riporta il settimanale finanziario sud-coreano Sisa Journal – avrebbe creato una squadra di ricerca ad hoc presso il suo Manufacturing Technology Center.
L’ipotesi è che la prossima generazione di top di gamma Samsung Galaxy (2027-2028) venga dotata di uno impianto di raffreddamento attivo ispirato al mondo dei pc. Oggi si affida a una tecnologia ormai collaudata: camere di vapore passive (vapor chamber), dove uno speciale liquido evapora per assorbire calore e si condensa per rilasciarlo. I principali vantaggi di questo sistema, usato anche da altri produttori, è nell’affidabilità, la silenziosità, la compattezza e il fatto che non consumi energia. I difetti principali sono legati alle condizioni estreme: le prestazioni calano in presenza di temperature critiche sotto carico, quando l’ambiente è caldo lavora male e soffre i carichi prolungati.
Samsung negli anni ha perfezionato la propria tecnologia di dissipazione del calore, concentrandosi sull’affinamento dei componenti e riprogettando i percorsi di trasferimento termico. Lo stesso materiale che funge da mezzo per convogliare il calore verso l’esterno e trasferirlo a dissipatori, è stato notevolmente rinnovato. Le prestazioni raggiunge dal nuovo S26 Ultra lo confermano.







