Esattamente un anno fa, nel giugno 2025, veniva inaugurato il Metaphorà, il Museo virtuale della città. Doveva rappresentare «il fiore all’occhiello» della Città dei templi, Capitale italiana della Cultura 2025, in grado di attirare la curiosità dei visitatori, invece a tutt’oggi il Museo rimane inesorabilmente aperto solo per poche ore al giorno, dal lunedì al venerdì e le visite sono quasi inesistenti. Il Museo multimediale, costato complessivamente un milione e 400mila euro compresi alcuni lavori di ammodernamento e ristrutturazione del palazzo che lo ospita, al terzo piano dell’ex istituto dei Padri Filippini, racconta virtualmente i 2600 anni di storia della città.

Metaphorà nelle intenzioni vorrebbe offrire un viaggio immersivo, dalla fondazione greca dell’antica Akragas ai nostri giorni, attraverso tecnologie digitali, video, tavoli touchscreen e modellazioni in 3D per esplorare l’evoluzione urbana, l’arte e le tradizioni locali del territorio. Ma la realtà è un’altra cosa.

«Un museo virtuale – proclamò il sindaco Franco Miccichè il giorno dell’inaugurazione – in grado di rappresentare una porta d’ingresso alla nostra storia per chi arriva in visita e un luogo di riscoperta per chi la città la vive ogni giorno».