Le autorità austriache erano a conoscenza da decenni della presenza di amianto nelle cave del Burgenland, ma non sarebbero intervenute per fermare l'estrazione e la diffusione di materiali contaminati. È quanto sostiene Greenpeace Austria, che accusa le istituzioni regionali di aver ignorato ripetuti segnali di allarme, permettendo che milioni di tonnellate di pietre e ghiaia contenenti amianto finissero sul mercato e venissero utilizzate in aree pubbliche, strade, scuole e ospedali.

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A lanciare l'accusa è Stefan Stadler, ricercatore di Greenpeace Austria, secondo il quale numerosi documenti ufficiali ottenuti dall'organizzazione dimostrerebbero in modo inequivocabile che le autorità del Burgenland conoscevano il problema da molti anni.

«Dai documenti emerge chiaramente che le autorità erano informate della contaminazione da amianto da decenni», ha dichiarato Stadler. In Austria l'utilizzo e lo smaltimento di materiali contenenti amianto sono vietati dal 1990.

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