TAIBON AGORDINO (BELLUNO) - A sei mesi e mezzo dalla scomparsa giunge al capitolo finale la tragica vicenda di Lassi Pekka, il 35enne base jumper finlandese disperso dal 15 novembre nella zona della Busazza dopo un lancio con la tuta alare. Che l'uomo fosse deceduto, probabilmente proprio a causa di un incidente di volo, è stata da subito pressoché una certezza, dal momento che lo sportivo non ha mai più dato notizie di sè. Tuttavia solo con il ritrovamento del cadavere lunedì 1° giugno la vicenda giunge alla fine.

Il ritrovamento Pekka era lì dove il Soccorso alpino non aveva mai smesso di cercarlo, dove fin da subito si erano concentrate le ricerche, rese però molto ostice dalla coltre di neve caduta subito dopo la scomparsa e dalla zona impervia. Di Pekka, esperto di lanci con la tuta alare, non si avevano notizie dal 15 novembre. Quel sabato mattina l'uomo si ritiene si sia lanciato dalla cima della Busazza, nell'Agordino. Un dettaglio corroborato dal fatto che nei giorni successivi, quando la zona è stata ripetutamente battuta per cercarlo dopo il mancato rientro, la presenza del suo cellulare è stata captata a 2.600 metri di quota. E a far propendere per questa tesi è stato anche il ritrovamento del suo furgone parcheggiato al rifugio Capanna Trieste. A dare l'allarme facendo scattare le ricerche era stato un amico domenica 16 novembre, non avendo notizie del finlandese dal venerdì. Tutto fa dunque ritenere che il base jumper sia stato vittima di un incidente di volo. Le ricerche del corpo erano state sospese il 19 novembre a causa delle avverse condizioni meteo e della caduta di molta neve, ma erano poi ricominciate a più riprese.