Due vittorie per continuare a sognare: alla vigilia del 2 giugno, 80/o anniversario della Repubblica italiana, Flavio Cobolli e Matteo Berrettini volano ai quarti di finale di un Roland Garros più che mai aperto per l'uscita di scena anticipata o l’assenza di big come Jannik Sinner, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz. In una Parigi dal clima tornato mite dopo le temperature da fornace della settimana scorsa, l’azzurro numero 13 al mondo ha superato lo statunitense Zachary Svajda in quattro set, conquistando per la prima volta i quarti nel torneo parigino e per la seconda in uno slam dopo Wimbledon. Ha impiegato invece solo tre partite, Berrettini, per aver ragione dell’argentino Juan Manuel Cerundolo - arrivato agli ottavi dopo la fortunata sfida con Sinner e la maratona di quasi sei ore con Landaluce - e tornare ai quarti a Parigi dopo ben cinque anni. Cobolli ha avuto la meglio sull'avversario in tre ore e 19 minuti (6-2, 6-3, 6-7, 7-6) e si prepara ad affrontare il canadese Felix Auger-Aliassime, numero 6 Atp che si è sbarazzato in tre set ddel cileno Tabilo. Una vittoria per continuare a sognare, proprio nell’anno in cui si celebra il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma, la città dei due azzurri e dell’ultimo italiano ad alzare il trofeo, Adriano Panatta, giusto 50 anni fa. «I sogni sono diventati realtà e voglio tenere questi sogni aperti» ha dichiarato il 23enne in sala stampa, sottolineando che nonostante «il grande nervosismo" nella seconda parte del match «ho cercato di restare positivo, giocare il mio tennis, il più forte possibile». Davanti ai media, Cobolli ha evocato i momenti di difficoltà. «Quando la partita si avvicina alla fase finale, cominci a pensare che i quarti si avvicinano ed è lì che per me arrivano i problemi». Legati soprattutto alla tenuta mentale perché, ha puntualizzato, "fisicamente sto benissimo». Avanzare un passo alla volta, cercando di mantenere la giusta concentrazione, è il suo imperativo, mentre alcuni media internazionali si interessano al suo passato calcistico. «Da piccolo mi piaceva molto il calcio. Calafiori, Zalewski, Cancellieri... giocavamo nella stessa squadra (le giovanili della Roma, ndr) e siamo ancora legati - ha spiegato - ma poi ho deciso di cambiare perché quando gioco a tennis sento emozioni diverse e mi sento meglio con me stesso». Cobolli è poi tornato sul centrale per posare davanti ai due trofei di Champions League portati da alcune stelle del Psg, reduci dal trionfo di Budapest. Cobolli ha scherzato con loro: "L'altra sera vi avevo chiesto di stare tranquilli e non mi avete fatto dormire... Mi congratulo col Psg. Ma il prossimo anno ci sarà anche la Roma... Quindi fate attenzione», ha detto. Berrettini, dopo due ore e mezza di gioco, ha avuto ragione di Cerundolo per 6-3, 7-6, 7-6, chiudendo con successo un terzo set che si stava complicando sia nel suo corso sia nel tie break finale. L’azzurro, dopo che l’avversario ha accusato un problema muscolare ed è riscorso al medical time out all’inizio del terzo set, invece di spingere e chiudere si è trovato a rincorrere sul 3-5 ma è stato bravo a recuperare e raggiungere il 6-6. Nel tie break, Cerundolo sembrava in controllo guadagnandosi ben tre set point, ma Berrettini ha rimontato con cinque punti consecutivi fino all’8-6 finale. A 30 anni compiuti, è l’italiano più anziano ad aver raggiunto i quarti di uno slam. «Finalmente sono tornato - ha detto raggiante nell’intervista sul campo -. Mi sento alla grande, felice, grazie mille per il supporto di questo stadio così pieno. Ecco perchè ci alleniamo, perchè lottiamo, voglio godermi questa vittoria, questa atmosfera. Il tennis è l’amore della mia vita, altrimenti non sarei qui, dopo tante pause e infortuni. Ho avuto momenti duri, ma sono qui, grazie al mio carattere e al mio team», ha concluso.
L'Italia sogna al Roland Garros, Cobolli e Berrettini volano ai quarti
Due vittorie per continuare a sognare: alla vigilia del 2 giugno, 80/o anniversario della Repubblica italiana, Flavio Cobolli e Matteo Berrettini volano ai quarti...











