HomeEconomiaTroppe patate da frittura, il prezzo crolla a zero euro a tonnellata. Anche l’Ozempic tra le ragioni della crisiPer gli agricoltori belgi è diventato più economico regalarle o gettarle nei campi come concimi. Il prossimo anno il Nord Europa ridurrà le superfici destinate al tubero. Ecco come queste scelte cambieranno i prezzi nei nostri supermercatiRaccolta di patate nei campiRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 1 giugno 2026. La capitale mondiale delle patatine fritte, il Belgio, ha un problema: troppe patate. Il prezzo sul mercato spot — cioè la vendita immediata in stile “bancone”, dove la merce si scambia sul momento senza contratti firmati in passato — è crollato a zero euro. Un tracollo verticale rispetto ai 600 euro di tre anni fa. In tutta Europa si registra un’eccedenza di 5 milioni di tonnellate di tuberi destinati alla frittura. I magazzini sono così stracolmi e i compratori così rari che le patate non valgono più nulla. Anzi, poiché tenerle al fresco nei frigoriferi costa, per gli agricoltori è diventato più economico regalarle o gettarle nei campi come concime, piuttosto che conservarle.
La geopolitica del tubero
A innescare il tracollo è stata una combinazione di fattori climatici e tensioni internazionali. Da un lato, il meteo eccezionalmente favorevole ha generato il raccolto europeo più abbondante degli ultimi otto anni. Dall'altro, come spiega una recente analisi del New York Times, i canali di sbocco commerciali si sono improvvisamente chiusi. Il conflitto in Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz hanno interrotto le esportazioni verso mercati chiave come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi. L'ostruzione delle rotte navali ha anche bloccato l'arrivo dei componenti per i fertilizzanti, facendone impennare i costi di produzione. Le tariffe doganali imposte dall'amministrazione Trump hanno reso il prodotto europeo meno competitivo negli Stati Uniti (secondo mercato di sbocco globale), dove le vendite sono calate dell'8%. L'inflazione in Europa ha poi spinto i consumatori a ridurre le uscite al ristorante, il luogo in cui si concentra il maggior consumo di patatine fritte.







