Bruxelles – Ucraina, gli aiuti dell’Unione europea e dei suoi Stati membri superano i 200 miliardi di euro. Da quando è iniziata russo-ucraina, nel febbraio 2022, tanto è stato dato in termini di aiuti finanziari, militari, umanitari a Kiev. Ad aggiornare ancora l’entità del sostegno europeo è il centro studi e ricerche del Parlamento europeo, in un documento di lavoro redatto per i parlamentari europei.Il nuovo quadro è aggiornato a febbraio 2026, e non considera dunque il pacchetto da 90 miliardi di euro di prestiti su cui l’UE ha finalmente raggiunto l’accordo politico. Dunque, in prospettiva, il contributo europeo è destinato ad aumentare ancora di più.Tra febbraio 2022 e febbraio 2026, dunque, l’Ucraina ha ottenuto un totale di 200,4 miliardi di euro di aiuti. Il grosso di questi, è rappresentato dagli aiuti militari (75,2 miliardi di euro). Seconda voce per termini di sostegno quella dell’assistenza macro-finanziaria (43,3 miliardi), seguita dai contributi dello strumento per la pace (EPF – European Peace Facility), lo speciale programma dell’UE (36,8 miliardi).Il documento di lavoro mette in risalto un dato dalla rilevante valenza politica: il sostegno europeo ha saputo far fronte al disimpegno statunitense. I flussi annuali di aiuti rivelano che nel corso del 2025 il sostegno militare europeo, composto da “Team Europa” e paesi europei non UE, è aumentato del 67 per cento raggiungendo i 28,4 miliardi di euro, mentre gli stanziamenti militari statunitensi sono crollati a 0,4 miliardi di euro e gli aiuti europei non militari sono aumentati del 59 per cento, arrivando alla cifra record di 32,4 miliardi di euro. Di conseguenza, rileva il centro studi e ricerche del Parlamento UE, “gli aiuti europei all’Ucraina sono stati in grado di compensare quasi completamente il ritiro degli Stati Uniti”.A livello di Stati membri Germania (44,4 miliardi di euro), Francia (24,1 miliardi) e Regno Unito (20 miliardi) risultano i principali contributori e sostenitori per sforzo economico a favore di Kiev. L’Italia risulta quarta in questa particolare graduatoria (15,6 miliardi), seguita dai Paesi Bassi (14,4 miliardi).