Genova – Ci risiamo? La domanda rimbalza di chat in chat tra i vicoli genovesi, accompagnata da quel brivido di déjà-vu che i residenti del centro storico avrebbero fatto volentieri a meno di provare. Lo spettro del famigerato mercatino notturno abusivo che per anni ha tenuto in ostaggio i portici di via Sottoripa e via Turati sembra voler rialzare la testa. Questa volta la sveglia è suonata in via del Campo. A lanciare l'allarme è una foto scattata alle 5 del mattino dal solito Comitato Diritto & Legalità che vigila e denuncia tanti problemi del centro storico di Genova. L’immagine parla chiaro: lenzuola stese a terra, scarpe, cianfrusaglie varie pronte per il passaggio dei primi acquirenti dell'alba. "Vico del Campo inizio di Sottoripa ore 5,30 del mattino. Si torna all’antico splendore? Si torna ai mercatini abusivi notturni?” recita il post sulla pagina Facebook.

Il vecchio "suk" notturno di Sottoripa fino a pochi anni fa

Uno "pseudo mercatino" in piena regola che, sebbene ancora in formato ridotto, ricorda fin troppo da vicino quel bazar della disperazione e dell'illegalità che si pensava ormai estirpato. Chi ha buona memoria (o semplicemente qualche anno in più di vita nei vicoli) ricorderà bene l'epopea di Sottoripa fino a pochi anni fa, quando ogni notte i portici si trasformavano in una distesa infinita di merci di dubbia provenienza. C'era Hamed che vendeva tè bollente e focaccia integrale per scaldare i venditori, c'erano gli "esclusi" dai mercatini legali e c'era, soprattutto, un business parallelo e incontrollato. Insieme ai classici oggetti recuperati dai cassonetti dell'immondizia, sui teli comparivano spesso smartphone, tablet ed elettrodomestici di dubbissima provenienza. Un suk abusivo che viaggiava su due file da via al Ponte Reale a via al Ponte Calvi, diventato incubo dei residenti a suon di degrado, schiamazzi e ricettazione, e cancellato solo dopo una lunghissima battaglia fatta di esposti, blitz della polizia locale, sequestri di tonnellate di merce e costanti sgomberi. Ora, lo scatto in via del Campo riaccende i riflettori sul pericolo che quella "tradizione" mai dimenticata possa reinsediarsi, spostandosi solo di qualche centinaio di metri. La merce esposta sembra la stessa: scarpe usate, abbigliamento accumulato alla rinfusa, borse. I residenti sono già sul piede di guerra, decisi a non permettere che i vicoli tornino indietro nel tempo. Le segnalazioni sono già partite: la guardia nel centro storico resta alta, prima che il piccolo perimetro di via del Campo torni a diventare il grande bazar abusivo della notte genovese.