Norme che vanno, norme che vengono, ma sempre a beneficio delle aziende anche se inquinano e sempre a discapito di ambiente e salute. Succede negli Stati Uniti: qui negli ultimi giorni sono arrivati due brutti segnali per quel che riguarda la lotta alla crisi climatica e l’impegno a tagliare le emissioni di gas serra. Il primo proviene dalla Sec (Securities and exchange commission) che è l’agenzia degli Stati Uniti che funge da principale autorità di regolamentazione e vigilanza sui mercati finanziari (praticamente, è il corrispettivo dell’italiana Consob). L’agenzia Bloomberg segnala che l’ente guidato dal nuovo presidente Paul Atkins (è entrato in carica nel 2025) ha proposto formalmente l’abrogazione totale di una importante norma sulle emissioni e sui rischi legati al clima approvata all’inizio del 2024 sotto l’amministrazione Biden.

Il provvedimento originario, fortemente voluto dall’allora presidente della Sec Gary Gensler (prontamente messo alla porta da Donald Trump), imponeva alle grandi società quotate a Wall Street l’obbligo di documentare l’impatto finanziario dei cambiamenti climatici sulle proprie attività e di rendicontare le proprie emissioni di gas serra dirette e indirette. Tuttavia, a causa di un’immediata ondata di ricorsi legali promossi da diversi Stati a guida repubblicana e da influenti lobby industriali, la Sec stessa era stata costretta a congelare temporaneamente l’applicazione della norma già nell’aprile del 2024, il che di fatto ha impedito una formale entrata in vigore delle nuove misure, anche se molte imprese avevano preventivamente iniziato a rispettare il nuovo dettato per non farsi trovare impreparate nel momento dell’ufficialità.