PADOVA - Ha chiamato il 118 in preda al panico. Suo figlio di appena 9 mesi era diventato cianotico e non respirava più. Aveva ingerito un adesivo gommoso che lo stava soffocando. Sarebbero bastati altri pochi secondi e il bimbo sarebbe morto tra le braccia della madre. La prontezza di spirito e la professionalità dell'infermiere della Centrale operativa del Suem dell'azienda ospedaliera hanno salvato la vita al piccolo dal telefono, incoraggiandola ad effettuare una manovra di disostruzione pediatrica attraverso 5 colpi a mano aperta tra le scapole, tenendolo a pancia in giù appoggiato sull'avambraccio.
L'emergenza È accaduto giovedì alle 14.30. Alla Centrale operativa c'è Gianluca Trevisan, 36 anni, di Sarmeola di Rubano, infermiere da 14 anni e da 7 al Suem. «Quando ho risposto ho sentito una donna disperata che urlava dicendo che suo figlio non respirava più - racconta -. Ho cercato di tranquillizzarla e intanto le ho chiesto l'indirizzo per inviare un'ambulanza. Dal suo racconto il bambino era in giardino e improvvisamente era diventato blu e flaccido. Escludendo una crisi febbrile, ho pensato ad un'occlusione, ma la madre ha negato che avesse ingerito qualcosa».Gianluca mantiene il sangue freddo e capisce che con quei sintomi la causa poteva essere solo soffocamento. Bisognava agire in fretta. «In questi casi una mamma riesce sempre a trovare la forza di reagire, è stata bravissima, ha iniziato a colpire il bambino con forza - dice Gianluca - fino a quando non ha ripreso conoscenza. A quel punto ha manifestato segni di salivazione eccessiva e ha iniziato a vomitare. A quel punto era chiaro che aveva ingerito qualcosa e che stava cercando di espellerlo».Gianluca Trevisan è stato al telefono con la donna, abitante in un comune limitrofo, fino all'arrivo dell'auto medica, ma il bambino stava già meglio ed era fuori pericolo. Per terra l'oggetto ingerito ed espulso, un adesivo gommoso dei Paw Patrol. È stato portato all'ospedale solo per un controllo ma dimesso subito.L'emozione «Sono felice, questo è il senso del mio lavoro, aiutare gli altri - ammette Gianluca - Non serve un grazie, siamo preparati e formati per rispondere a queste emergenze».La sua è una vocazione, incontrata ai tempi del liceo quando un amico lo ha introdotto nel mondo del volontariato, alla Croce Rossa, proprio in ambulanza. E da lì la strada era già tracciata.«Gianluca è stato bravissimo così come la mamma - spiega il direttore dell'Uoc Suem 118 Andrea Paoli - Se avesse deciso di prendere l'auto e accompagnare lei stessa il piccolo in ospedale non l'avrebbe salvato. Qui a Padova ne capitano meno di 5 l'anno di questi casi nei bambini e con queste manovre riusciamo a salvarli».Ammirazione per la straordinaria professionalità dimostrata dal personale sanitario in servizio è stata espressa dal direttore generale dell'Azienda ospedaliera Paolo Fortuna. «Condivido con emozione la gioia per una vita salvata - fa sapere la vita di un bambino nato da poco e che ha davanti a sé un grande futuro. Un risultato che va oltre il dovere, che racconta dedizione, prontezza e umanità e che riempie il cuore di gratitudine e di speranza».Anche il presidente della Regione Alberto Stefani si è voluto congratulare: «Episodi come questo confermano il valore del nostro sistema di emergenza-urgenza e, soprattutto, delle persone che lo rendono straordinario ogni giorno».







