Il sistema portuale dell’Alto Tirreno prova a rispondere alla crescente instabilità geopolitica ed economica globale con una nuova stagione di pianificazione integrata. Il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale ha approvato all’unanimità il Piano operativo triennale 2026-2028, il documento chiamato a orientare lo sviluppo dei porti di Livorno, Piombino e degli scali dell’Arcipelago toscano nei prossimi anni. La novità principale riguarda il metodo: il Pot 2026-2028 sarà il punto di partenza degli Stati generali del sistema portuale, la piattaforma permanente di confronto, ascolto, verifica e indirizzo annunciata dal presidente Davide Gariglio nel novembre 2025.
Anche la cornice internazionale dentro cui nasce il documento è profondamente cambiata. Le tensioni sulle principali rotte marittime globali hanno mostrato che la stabilità delle catene di approvvigionamento non può più essere data per scontata, mentre il Mediterraneo è tornato al centro degli equilibri geopolitici, energetici e industriali. Per l’Adsp, il bacino mediterraneo non può più essere considerato una periferia d’Europa, ma il punto in cui si riorganizzano le relazioni tra continente europeo, Nord Africa e Medio Oriente.















