Il porto della Spezia è un organismo pluricellulare in forte evoluzione orientato a sostenere la competitività del sistema in un gioco di equilibri tra sviluppo e crisi mondiali. Sul tavolo ci sono opere strategiche destinate a cambiare per sempre il volto dello scalo: dall’approfondimento dei fondali per accogliere le maxi portacontainer alla crescita del traffico crocieristico, passando per il potenziamento del terminal Ravano, il rilancio del retroporto di Santo Stefano e il futuro ancora aperto di Calata Paita.
Bruno Pisano, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, quali sono le tempistiche di chiusura dell’operazione dragaggi?
"L’Adsp ha in programma numerose operazioni di questo tipo da eseguire nel biennio 2026-2027. La prima operazione riguarda la bonifica dei fondali antistanti il molo Italia, che ha preso avvio all’inizio del 2026 e giungerà a conclusione, per quanto riguarda le opere a mare, attorno alla fine di maggio 2026. La seconda operazione riguarda il dragaggio del terzo bacino del porto della Spezia, da eseguire tra il 2026 e il 2027 in opportuno coordinamento con i lavori di ampliamento del terminal Ravano, questi ultimi a cura e spese della società La Spezia Container Terminal. Il dragaggio del terzo bacino è articolato in due lotti: il primo prenderà avvio all’inizio dell’estate 2026 e il secondo si svolgerà in continuità, con l’obiettivo di concludere entro un anno circa. È in corso la gara per l’affidamento di entrambi i lotti, che vede la partecipazione di due raggruppamenti di imprese. Infine, ci sarà il dragaggio di approfondimento a -12,50 mt dei fondali antistanti il primo bacino portuale, per incrementare l’accessibilità marittima delle navi da crociera, che sarà eseguito nell’autunno e nell’inverno 2026-2027 con previsione di ultimazione entro fine marzo 2027".











