Grazie a un’indagine dei carabinieri di Genzano di Lucania, recuperato in Basilicata il Bambinello di Sant’Antonio trafugato nel 2015 a Maranola, restituzione commossa alla comunità
Un’indagine partita nel cuore della Basilicata ha consentito di riportare a casa un’opera d’arte sacra che sembrava destinata a scomparire per sempre nei circuiti del collezionismo clandestino internazionale. Il protagonista della vicenda è il “Bambinello di Sant’Antonio”, una pregevole scultura lignea policroma della fine del XVIII secolo, trafugata nel maggio del 2015 dalla chiesa della Santissima Annunziata di Maranola, storica frazione di Formia, e recuperata grazie all’attività investigativa dei carabinieri della stazione di Genzano di Lucania.
BAMBINELLO DI SANT’ANTONIO, TRAFUGATO E RECUPERATO IN BASILICATA
La restituzione ufficiale dell’opera, avvenuta nei giorni scorsi davanti a centinaia di fedeli e cittadini commossi, ha chiuso una ferita aperta da undici anni nella comunità del basso Lazio. Ma la notizia assume un significato particolare anche per la Basilicata, dove si è svolta la fase decisiva dell’indagine che ha consentito di recuperare il manufatto prima che lasciasse definitivamente il territorio nazionale. Secondo quanto ricostruito dall’Arma, i militari lucani hanno individuato una movimentazione sospetta durante il monitoraggio delle piattaforme online di compravendita. Gli elementi raccolti hanno fatto intuire che il bene fosse sul punto di essere trasferito all’estero. Da qui la decisione di intervenire immediatamente con una perquisizione mirata in un’abitazione di Genzano di Lucania.






