PORDENONE - I tacchetti che affondano nell'erba del Bottecchia, le urla degli spalti che coprono il fischio dell'arbitro e un'idea nata nei corridoi di scuola che diventa fango, corsa e gol. La prima edizione della Pordenone Football Cup 2026 si è presa lo stadio cittadino nella sua giornata clou, dimostrando la forza d'urto di una generazione che, quando decide di organizzare, non lascia nulla al caso. Il tifo, le bandiere, gli striscioni, la festa.

Il pomeriggio è stato una reazione a catena di adrenalina pura, un concentrato di agonismo vero, dove dieci squadre si sono date battaglia fin dal primo turno di questo inedito torneo di calcio a 11. Ognuno urlava il nome della propria scuola, ragazzi e professori pronti a sostenere i giocatori. Sui campi della provincia si sono sfidati gli studenti di nove istituti in cinque giornate: Mattiussi, Pertini, Kennedy, Majorana, Grigoletti, Zanussi, Torricelli, Sarpi e Marchesini.

La posta in gioco d'altronde è altissima, la vincitrice di questa quinta e ultima tappa volerà a Verona a rappresentare Pordenone nell'Italian Football Cup, un circuito che unisce 15 città, per poi puntare alle finalissime di Roma. E ad alzare al cielo la coppa delle scuole ieri sera è stato il Kennedy, che ha battuto in finale l'Ipsia Zanussi. Al terzo posto si è posizionato il Majorana, grazie a una vittoria a tavolino, perché la squadra Interscuole per infortuni era impossibilitata a giocare. Ma la vittoria più bella si è giocata sul terreno dell'inclusione. Chi non aveva abbastanza giocatori per fare squadra non è rimasto a guardare, gli istituti più piccoli o con meno calciatori si sono fusi, creando una rappresentanza unita che ha incarnato lo spirito più puro del gioco. Dietro questa macchina perfetta ci sono i polmoni dei giocatori, ma soprattutto il cervello e il cuore di due ragazzi, Alessandro Bigi, che tra una settimana affronterà la maturità al Majorana prima di volare a Trieste per studiare Fisica Sperimentale, e Mouhamed Sy, studente di Giurisprudenza a Padova.