Pavia Si terrà domani, 2 giugno, la Festa della Madonna della Stella, celebrazione che fa parte delle tradizioni del Borgo Ticino, capace, ogni anno, di attirare numerosi fedeli. Si inizia alle 18 con la messa solenne nella chiesa di Santa Maria in Betlem, mentre alle 21 si svolgerà la processione che, partendo da via Milazzo, raggiungerà via dei Mille e poi la chiesa. La statua della Madonna, opera lignea di epoca duecentesca, risalirà il fiume, collocata su un barcè, accompagnata dalle associazioni remiere. Ed è per consentire le celebrazioni in sicurezza, che il Comune ha disposto la sospensione della navigazione a tutti i natanti, fatta eccezione per quelli delle forze di Polizia, d’emergenza e dei partecipanti e organizzatori della manifestazione. Le celebrazioni, curate dal parroco don Giulio Lunati, vedranno quindi il loro culmine nel tardo pomeriggio e nella serata, richiamando non solo i borghigiani, ma i fedeli di tutta la Diocesi. Alla festa e alle celebrazioni prenderà parte anche il vescovo Corrado Sanguineti. Per i fedeli che desiderano assistere all’imbarco e alle prime fasi della risalita, i punti di ritrovo principali a terra sono fissati in fondo a via Milazzo o in piazza Ghinaglia. Una volta ultimato il percorso d’acqua, la processione riprenderà la via della terraferma fino a fare rientro a Santa Maria in Betlem. La serata si concluderà con un momento di riflessione e con la solenne benedizione eucaristica. La statua del Duecento La preziosa statua della Vergine è custodita nella cappella realizzata nel XVIII secolo. La leggenda racconta che alcuni mercanti pavesi, che si trovavano a Venezia per vendere le loro merci, erano pronti a rientrare a casa. Si trattava di un tragitto lento e faticoso perché dovevano risalire la corrente di Po e Ticino. All’improvviso, quando ancora si trovavano nel porto veneziano, comparve loro una donna che chiese un passaggio fino a Pavia per sé e per il bimbo che portava in braccio. Ma i marinai le negarono l’imbarco. Il viaggio era troppo lungo, sarebbe durato circa un mese e si trattava di due bocche in più da sfamare. Solo uno, “Paron Antonio” accettò di accoglierli e cedere loro la branda, dividendo il cibo. All’alba, mentre tutti dormivano, uno dei rematori si rese conto di essere già giunto proprio a Pavia. La città gli apparve imbiancata di neve, nonostante fosse agosto. Tutti furono svegliati dalla sorprendente notizia ma, nella confusione, nessuno si accorse che la donna e il bambino erano spariti. Però, sul manto bianco, scorsero le sue orme color oro. Seguite quelle impronte, i mercanti giunsero alla chiesa del Borgo dove, accanto all’altare, trovarono la donna con il bimbo in braccio e una stella in mano.