Quando giovedì Anthropic ha annunciato di aver raccolto 65 miliardi di dollari a una valutazione di 965 miliardi di dollari, non è solo diventata la startup di intelligenza artificiale di maggiore valore al mondo, superando OpenAI, valutata 852 miliardi di dollari. Ha anche fatto lievitare le i patrimoni dei sette cofondatori, che sono più che raddoppiati e hanno raggiunto i 16,6 miliardi di dollari, secondo le stime di Forbes.

Si tratta comunque di una cifra inferiore a quella del presidente di OpenAI, Greg Brockman, che ha testimoniato durante il processo della società contro Elon Musk all’inizio di questo mese che la sua quota nella startup vale quasi 30 miliardi di dollari. Ma è superiore alla quota del cofondatore della stessa azienda, Ilya Sutskever, che ha detto che la sua quota di OpenAI vale circa 7 miliardi. Ed è ovviamente superiore a quella del ceo, Sam Altman, che non possiede alcuna quota diretta nella sua azienda (anche se Forbes stima che abbia un patrimonio di 3,5 miliardi di dollari grazie ad altri investimenti).

Questo colloca i fratelli Dario e Daniela Amodei, così come gli altri cinque cofondatori – Jack Clark, Sam McCandlish, Chris Olah, Tom Brown e Jared Kaplan – in una posizione privilegiata tra gli imprenditori che hanno fatto fortuna nel boom dell’IA generativa. Forbes stima che i cofondatori di Anthropic possiedano ciascuno poco più dell’1,7% dell’azienda. Un portavoce dell’azienda ha rifiutato di commentare le loro partecipazioni o il loro patrimonio netto.