Due, massimo tre secondi. Ecco il tempo in cui l’utente sui social decide se fermarsi sul contenuto o continuare a scrollare. Una quotidiana lotta per le grandi organizzazioni sportive che devono intercettare l’interesse dei loro fan, soprattutto dei giovani.Le scuole di pensiero su come tenere “agganciate” le nuove generazioni sono diverse. Una grande organizzazione sportiva che si è imposta sul pubblico giovanile è la Formula 1. Vanta un pubblico globale di oltre 827 milioni di appassionati di cui il 43 per cento sono under 35 e conta ben 120 milioni di follower tra le varie piattaforme. Qui non solo i social media hanno attirato i giovani, ma un grosso contributo è stato dato da prodotti su Netflix come “Drive to Survive”, la serie che ormai ha raggiunto 800 milioni di spettatori da quando è partita nel 2019, o come “F1: The Academy”, la docuserie che segue giovani donne che provano a farsi strada verso la Formula 1. Nella comunicazione della F1 si punta tutto sui piloti, “i veri gioielli di questo sport” come direbbe il presidente Stefano Domenicali. “Sono proprio i contenuti dietro le quinte a funzionare. Ai fan piace vedere cosa succede in pista. Amano vedere i piloti mentre si preparano per la gara e anche scoprire un loro lato più personale: cosa fanno a casa, quando arrivano in hotel, cosa mangiano per cena. Non devono seguire un copione. Vogliamo che siano spontanei”, dice Liam Parker, direttore delle relazioni aziendali, della comunicazione e del marketing per la Formula 1 e aggiunge: “So per certo che piloti come Kimi, Lindblad, Bearman e Hadjar hanno instillato la passione per questo sport nei bambini più piccoli”.Tra le tante iniziative per raggiungere un pubblico giovane da menzionare le partnership di F1 con Disney e Lego.Sul canale YouTube della Lega Basket Serie A non mancano progetti interessanti come “Breakdown”, la serie con Tommy Marino che analizza il gioco dei protagonisti del campionato o “Basketball & Conversations”, il format con Andrea Bargnani che incontra proprietari e dirigenti dei club Lba. Contenuti che da fine 2025 si possono guardare anche su Lba Tv, il canale ufficiale di streaming dedicato al basket italiano con partite sia in diretta che on demand. Stefano Valenti, responsabile della comunicazione e delle relazioni con i media per Lba, dice: “Vogliamo che la nostra comunicazione verso i giovani sia mirata, facilmente fruibile e che alimenti una passione. Soprattutto in un Paese dove siamo molto attratti da quello che è negativo per uno spirito innato di polemica, credo che sia importante comunicare il positivo”.Julien Segui, head of content dell’Eurolega, sembra fargli eco quando afferma: “Quello che cerchiamo di fare è comunicare positività e passione. Vogliamo ispirare i giovani, sia che desiderino giocare a basket a livello professionistico, sia che vogliano farlo per semplice divertimento. Ci piace definirci il campionato più appassionato al mondo. Non c’è nulla di artificioso. Tutto ciò che facciamo è autentico”. E i numeri sembrano dargli ragione perché più del 60 per cento dell’audience dell’Eurolega è rappresentata da fan sotto i 34 anni. Oltre a Instagram e YouTube, TikTok diventa il vero “playground” per l’Eurolega dove sperimentare senza confini con trend, meme, contenuti basati su musiche o umorismo. Ciò che sembra funzionare nella loro strategia social è l’enfasi sui giocatori: “Riteniamo che debbano avere una maggiore visibilità e che la nuova generazione di tifosi tenda a seguire più loro che le squadre o gli allenatori”.Julien Segui di esperienza con i giovani ne ha fatta anche nel regno del basket per eccellenza come consulente per Nba Asia ad Hong Kong. Qui tra il 2018 e il 2020 ha avuto il ruolo di responsabile dei contenuti e dei social media per Jr. Nba, piattaforma dedicata ai giovani. Risultato? 40 milioni di nuovi fan raggiunti tra Instagram, TikTok e Facebook e workshop organizzati nelle scuole di Thailandia, Vietnam e Singapore. “Il nostro obiettivo era portare il basket in contesti dove non era lo sport principale e contrastare il grave problema di obesità dei giovani in Asia. Mentre qui in Europa ciò che affascina è la competizione, il divertimento, in Asia la comunicazione era orientata al benessere, ad avere un approccio positivo alla vita attraverso lo sport”.E se guardiamo al mondo della Lega calcio serie A? “Tra le strategie della Lega c’è quella di darle un volto tramite i suoi creator. Un format YouTube molto interessante è quello di “A day with” in cui Michele Danese passa l’intera giornata insieme a uno dei calciatori di Serie A” ci dice Antonio Caianiello, head of social della Lega Serie A. È curioso che oltre la metà delle views di questo format ricada nella fascia 13-24, a riprova che i giovani fan vogliono conoscere chi sta dietro alla palla. “Oggi i ragazzi sono più informati di una volta. È molto importante sapersi adattare al loro linguaggio tramite una comunicazione snella, rapida, fatta soprattutto di immagini, di contenuti multimediali” spiega Tiziano Mauri, responsabile ufficio stampa e corporate communications della Lega Serie A. Tra i progetti più importanti rivolti ai giovani ci sono la Philadelphia Junior Cup, organizzata da ormai 13 anni, in cui scendono in campo gli oratori delle città delle squadre di Serie A. I calciatori sono tutti under 14 e i ragazzi partecipano anche a incontri e attività di riflessione e contrasto alla discriminazione all’interno della campagna “Keep Racism Out”. Ultima iniziativa, ma non per importanza è quella di “A Tutta Classe”, un progetto educativo e sociale che porta il calcio nelle scuole italiane come strumento di crescita e inclusione e che comprende 3 tornei. Insomma, sport e giovani vanno a braccetto, sia che si tratti di basket, calcio o di Formula 1. Basta che dall’altra parte dello schermo ci sia chi di giovani ne capisce, sui social e nella vita reale.
Dalla Formula 1 alla Serie A: lo sport a caccia di giovani
Dal mondo calcistico all'F1, fino al basket. Tutti al lavoro con social, creator, backstage e scuole






