I Mondiali 2026 saranno anche il torneo dei fusi orari. Le partite si giocheranno in tre Paesi e in più fasce orarie nordamericane: Eastern Time, Central Time, Mountain Time e Pacific Time.Per il pubblico italiano la differenza sarà significativa. Una partita giocata alle 12 locali sulla costa est degli Stati Uniti o in Canada sarà visibile nel tardo pomeriggio in Italia. Una partita in serata sulla costa ovest, invece, potrà arrivare in piena notte o addirittura all’alba italiana.Le finestre orarie europee previste comprendono diverse fasce: 18, 19, 20, 21, mezzanotte, 1, 2, 3, 4, 5 e anche 6 del mattino. In pratica, per chi seguirà il torneo dall’Italia, il Mondiale 2026 sarà diviso tra partite comode in fascia preserale, gare da prima serata e incontri molto più complicati da seguire in diretta.Il calendario sarà quindi un elemento centrale anche dal punto di vista televisivo (che da noi sarà diviso tra DAZN e Rai). Le partite giocate in Messico e nella parte centrale degli Stati Uniti avranno orari diversi rispetto a quelle disputate a Los Angeles, San Francisco, Seattle o Vancouver. La geografia del torneo influenzerà non solo gli spostamenti delle squadre, ma anche le abitudini degli spettatori.Tempeste, temporali e fulmini: cosa succede se una partita viene sospesa a Mondiali?Uno dei temi che ha accompagnato l'avvicinamento ai Mondiali 2026 riguarda il rischio legato alle condizioni meteorologiche. La Coppa del Mondo si giocherà infatti durante l'estate nordamericana, un periodo caratterizzato in molte aree degli Stati Uniti da forti temporali, elevata umidità e frequente attività elettrica.La FIFA ha già avuto un'importante occasione per testare le proprie procedure durante il Mondiale per Club del 2025 disputato negli Stati Uniti. In quell'occasione diverse partite sono state interrotte o rinviate a causa di temporali e fulmini nelle vicinanze degli stadi. Tra i casi più significativi ci sono state le lunghe sospensioni di Benfica-Auckland City a Orlando, Palmeiras-Al Ahly al MetLife Stadium di New York-New Jersey e Salisburgo-Pachuca, tutte fermate per ragioni di sicurezza.Il protocollo applicato durante il torneo, e destinato a rappresentare un riferimento anche per i Mondiali 2026, prevede la sospensione immediata della gara quando viene rilevata attività elettrica entro un raggio di circa 8 miglia (13 chilometri) dallo stadio. In questi casi giocatori, arbitri e spettatori devono abbandonare le aree esposte e cercare riparo all'interno dell'impianto.Una volta fermata la partita scatta un conto alla rovescia di 30 minuti. Se durante quel periodo viene registrato un nuovo fulmine o un nuovo fenomeno temporalesco nelle vicinanze, il timer riparte da zero. Questo significa che una sospensione può durare ben più di mezz'ora e, nei casi più estremi, superare anche le due ore.L'esperienza del Mondiale per Club ha mostrato come il meteo possa diventare un fattore determinante nell'organizzazione del torneo. Oltre ai temporali, un altro tema sotto osservazione è quello del caldo estremo. Dopo quanto accaduto durante il Mondiale per Club, la FIFA ha introdotto per i Mondiali 2026 pause obbligatorie per l'idratazione (il famoso cooling break) durante ogni partita, indipendentemente dalla temperatura e dalla presenza di coperture sugli stadi.Questo aspetto potrebbe avere un impatto concreto sullo svolgimento del torneo: in alcune città ospitanti, soprattutto negli Stati Uniti meridionali, gli organizzatori si preparano a gestire non solo il calcio giocato, ma anche le conseguenze di un'estate che potrebbe mettere alla prova squadre, tifosi e calendario.