La stagione del Varese si può vedere guardando il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Quello mezzo pieno parla di una squadra che ha raggiunto la zona playoff con il quarto posto ed è arrivata sino alla finale inchinandosi al Ligorna. Quello vuoto parla di una società che ha fallito ancora una volta l’assalto al calcio professionistico da cui manca dal 2014-15. Ovvero dall’ultima stagione disputata in Serie B prima di una discesa direttamente nei dilettanti per le vicissitudini societarie.
Il Varese sta scendendo dal treno della delusione per cercare di salire su quello del riscatto. Nella consapevolezza della propria storia da onorare e in quella di dover allestire una rosa all’altezza. Certo, la squadra ha agguantato il supplemento di campionato come non era riuscita a fare nel 2024-25 quando si fermò al sesto posto. Nel corso della stagione, però, ha messo in evidenza una discontinuità di rendimento che le ha impedito di giocarsela per il primo posto. La propensione realizzativa di Tentoni, Barzotti e Guerini, 25 reti delle 43 messe a segno complessivamente, non è stata in grado di garantire il decollo passando per la porta principale. Ma il passato è passato ed è ormai consegnato agli archivi e, per i colori biancorossi, comincia adesso il capitolo ricostruzione. Che, prima di tutto, passerà per l’individuazione del tecnico incaricato di prendere per mano la squadra per farle tentare di nuovo il colpo.













