Mac

Chi ha acquistato una licenza perpetua di Microsoft Office per Mac si aspettava una cosa molto semplice: continuare a usare Word, Excel o PowerPoint anche dopo la fine del supporto ufficiale, magari senza aggiornamenti di sicurezza ma con le funzionalità principali ancora operative. Proprio su questo punto si è aperta una discussione piuttosto accesa dopo la comparsa di diverse segnalazioni relative a Office 2019 e Office 2021 per macOS. Al centro della questione c’è una modalità chiamata Reduced Functionality Mode, nota da anni nell’universo Office ma finita nuovamente sotto i riflettori per motivi molto particolari.

Le prime informazioni sono emerse attraverso documentazione pubblica, segnalazioni degli utenti e una pagina pubblicata su ConsumerRights.wiki. La vicenda riguarda prodotti commercializzati come acquisto una tantum, quindi differenti rispetto a Microsoft 365 basato su abbonamento. Le critiche coinvolgono anche il concetto stesso di proprietà del software e il ruolo delle infrastrutture di validazione online che continuano a influenzare applicazioni installate in locale.

Microsoft Office 2019 per Mac è arrivato sul mercato nel settembre 2018, mentre Office 2021 per Mac ha debuttato ad ottobre 2021, esattamente come Windows 11. Entrambe le suite hanno supportato i processori Intel e, successivamente, Apple Silicon attraverso le normali evoluzioni del software. Il fatto è che molte installazioni dipendono ancora da meccanismi di attivazione, certificati digitali e controlli di licenza che restano esterni al dispositivo dell’utente. Ed è proprio qui che nasce il problema.