È la settimana della verità, non ancora il giorno giusto per conoscere il prossimo allenatore del Torino. Il cerchio si stringe attorno ai due profili individuati dal club per la rivoluzione giovane. Ignazio Abate è stato già incontrato dal patron Urbano Cairo e nutre grosse speranze, dopo i riscontri positivi ricevuti e un dato oggettivo: ha il vantaggio di conoscere una piazza che sta vivendo un periodo di grande smarrimento. I granata non hanno ancora chiuso con lui, prima vogliono vedere anche l’altro allenatore che in Serie B ha fatto parlare di sé, andando ancora più lontano, a un millimetro dalla promozione con il Catanzaro. È il tempo di Aquilani. Doveva terminare la stagione, adesso può pensare al futuro: «Ho riacceso il telefonino». E ha trovato la chiamata del Sassuolo, ma anche quella dei granata che hanno fissato l’incontro. È stato organizzato mercoledì pomeriggio a Milano negli uffici del presidente del Torino. Il tempo che occorreva all’ex giocatore della Roma di riorganizzare i pensieri dopo la tempesta di emozioni dell’ultima partita contro il Monza.

Aquilani è stato osservato da vicino negli ultimi mesi, intriga per la personalità con cui le sue squadre scendono in campo e per il gioco veloce ed essenziale che esprimono. Il suo background alla guida delle giovanili della Fiorentina è un altro punto a suo favore. Basterà? La partita è tra loro due, ma sullo sfondo restano in piedi anche altre opzioni. Una porta a Juric, già in granata per tre anni. Mentre De Rossi resterà un sogno, almeno per questa stagione.