Silvana Quadrino, torinese, è specialista in psicologia clinica dell’età evolutiva e in psicoterapia della famiglia. Ha fondato l’Istituto Change, scuola di formazione alla comunicazione per professionisti della salute, del diritto e del sociale. Prima di rispondere, mette in chiaro: «Diffidate di chi dice sicuramente nello sviluppo del bambino succede questo. Il cervello è duttile, ogni situazione è unica e la verità - come ci insegna Carofiglio - è qualcosa di molto sfuggente anche nelle inchieste giudiziarie».
Dottoressa Quadrino, le due sorelle di Beatrice avrebbero vissuto per mesi sole, anche di notte. Cosa può aver significato per loro? «I bambini tendono a cercare con tutte le loro forze di sopravvivere. Avranno trovato un loro modo di reggere la situazione, ma non sappiamo quale. Non sappiamo che relazione si sia stabilita fra loro, se una abbia assunto un ruolo accuditivo verso l’altra, quali fantasie abbiano sviluppato nei confronti degli adulti. L’elemento certamente traumatico è aver sperimentato una relazione in cui non ci si può fidare di chi dovrebbe prendersi cura di te. La relazione andrà esplorata con estrema cautela, senza dare per scontato di capire». Risulta che le bambine avessero concordato con la madre e con il suo compagno una versione falsa. Come si legge, psicologicamente? «Con molta prudenza. Abbiamo a che fare con una fase di vita in cui i bambini non possono non assecondare gli adulti. Quello che mi preoccupa è l’inchiesta. Ogni domanda che mira ad appurare la verità con bambine così piccole rischia di violare quell’equilibrio fragile che si sono costruite per sopravvivere. Mi auguro che siano state ascoltate fin dall’inizio da persone davvero competenti».







