di
Giorgio Terruzzi
Altro che goliardie da Riviera: l'azzurro studia, lavora, vizi banditi, stravizi figuriamoci. In piena sintonia con una squadra, l’Aprilia, che ha rilevato il testimone dalla Ducati
Una festa perfetta. Marco Bezzecchi, da Rimini, che stravince al Mugello; due Aprilia e una Ducati sul podio, quella di Pecco Bagnaia che ha ricominciato a lucidare il suo smalto; Kimi Antonelli con la bandiera a scacchi e poi giù a gioire con i suoi amici da MotoGp; il casco di Alessandro Zanardi ostentato dal Bez sul podio per una dose supplementare di commozione dentro un giorno felice. Qualcosa che ha coinvolto anche Jorge Martin, secondo, unico intruso, in un happening tricolore. La pista invasa, una folla da record assoluto così come la pole di Marco in qualifica, roba da 360 orari, in vista della San Donato.
La settimana triste di Sinner si è chiusa con un altro trionfo motoristico dei nostri campioni, di Bezzecchi soprattutto, un ragazzo che sta trattando il suo viaggio in gloria con un rigore che nulla ha a che fare con le goliardie da Riviera: studia, lavora, vizi banditi, stravizi figuriamoci. In piena sintonia con una squadra, l’Aprilia, che pare aver rilevato il testimone da Ducati per dettare un passo dominante. Mentre Marquez fatica dopo l’ennesima operazione, Bagnaia ritrova il modo di flirtare con la sua Rossa: aveva bisogno di respirare profondo e sentivamo la mancanza di quel brio che l’ha fatto viaggiare per anni, come un signore della piega.










