Il turismo sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Digitalizzazione, intelligenza artificiale, gestione dei dati, sostenibilità e nuovi modelli di governance stanno ridefinendo il modo in cui le destinazioni competono e costruiscono il proprio futuro. In questo scenario, la Calabria è chiamata a valorizzare il proprio patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico con strumenti innovativi e una visione strategica. Ne parliamo con Raffaele Rio, autore del volume “Il turismo non è destino”, che da anni analizza i processi di sviluppo turistico, la reputazione delle destinazioni e il ruolo delle politiche pubbliche nella costruzione di un turismo più competitivo, sostenibile e fondato sulla conoscenza.Rio attualmente riveste anche un ruolo dirigenziale di peso all’interno della Cittadella, essendone il Direttore generale del Dipartimento Asset strategici, attrazione degli investimenti e saperi (Istruzione).
Dottor Rio, giorni fa abbiamo cercato di arricchire il dibattito sul turismo, proponendo una BIT itinerante in Calabria. Che ne pensa?
“È una proposta interessante, e mi fa piacere perché rafforza una tesi che sostengo da tempo: già nel 2019, in «Ritorno al Turismo» (Rubbettino), insistevo sulla necessità di dare alla Calabria strumenti di confronto e di posizionamento nazionale. Proprio per questo, se posso, sarei ancora più ambizioso. Più che portare in Calabria un brand già affermato come la BIT, credo sarebbe ancora più proficuo creare qui la prima fiera italiana dedicata, ad esempio, all’intelligenza artificiale applicata al turismo e ai vari settori economici a esso collegati.








