L'ipotesi che i fuochi artificiali fossero tra quelli sequestrati a Capodanno. La collaborazione di altri vigili nel trasporto. E il reato di lesioni colpose ipotizzato dalla procura
Ha 51 anni, è sposato e ha tre figli il vigile urbano che ha acceso i fuochi artificiali facendo imbizzarrire e scappare i cavalli prima della parata del 2 Giugno a Roma sulla Colombo. Lavora nella polizia locale di Roma Capitale dal 2025 ed è assegnato al Gruppo pronto intervento traffico (Gpit). Alla manifestazione aveva compiti logistici e lui e i suoi colleghi sospettati di averlo spalleggiato non parteciperanno alla parata. Rischia il licenziamento e la contestazione del reato di lesioni colpose. Oltre a dover pagare i danni del disastro. Ma intanto un video che risale al 2022 dimostra che il “rito” dei fuochi d’artificio andava avanti da anni. Ma di solito veniva fatto a notte fonda e dopo le prove con i cavalli. C’è anche chi ipotizza che i fuochi facessero parte di quelli sequestrati dai vigili prima di ogni Capodanno.
Il vigile alla parata aveva compiti logistici. Guidava il furgone che trasportava i materiali dei plotoni della Municipale. L’agente ha il grado di istruttore ed è entrato tra i pizzardoni dopo aver superato l’ultimo concorso. I carabinieri di Roma Centro hanno inviato in procura un’informativa sulla fuga dei 35 cavalli sulla Cristoforo Colombo. «Mi dispiace, non pensavo che sarebbe finita in questo modo. Sono stato io ad accendere i fuochi, doveva essere un momento goliardico per la nostra partecipazione alle prove della sfilata», avrebbe spiegato lui nelle dichiarazioni spontanee. Le indagini dovranno ora chiarire le responsabilità dei colleghi che sono già al centro di una serie di accertamenti da parte del Comando generale, come ha annunciato lo stesso comandante dei vigili urbani di Roma Mario De Sclavis.











