Ravenna, 1 giugno 2026 – Qualcuno lo aveva immaginato, altri lo sapevano, altri ancora lo avevano sperato, intuendo che l’ospite a sorpresa del Coconino Festival, sarebbe stato uno degli autori in mostra. E infatti, ieri sera, al Mar, è arrivato Luz, nome d’arte di Renald Luzier, fumettista francese scampato casualmente nel 2015 all’attentato alla rivista satirica Charlie Hebdo. L’autore, che per anni ha vissuto sotto protezione, non è stato annunciato ufficialmente nel programma del Coconino Festival per motivi di sicurezza.

Nell’incontro ravennate, condotto dalla scrittrice Elena Stancanelli, ha parlato del suo ultimo lavoro, ‘Due ragazze nude’, graphic novel sull’arte, sulla censura, sulla libertà. Capace di comunicare tanto con le parole, quanto con i suoi lunghi silenzi, Luz si è raccontato attraverso il libro, ambientato a partire dall’ascesa del nazismo in Germania. Un racconto che passa attraverso lo sguardo, inaspettato, di un quadro, ‘Due ragazze nude’, appunto, di Otto Muller, pittore espressionista tedesco che non amava le etichette, come Luz.

Dopo l’iniziale dichiarazione d’amore per i Manga, “Sono la mia vita” ha esordito, l’autore ha raccontato la genesi del suo lavoro, il desiderio di scrivere una storia nata prima degli attentati al giornale. “Sono andato a rispolverare - ha detto - la mia passione per l’arte espressionista tedesca, passione di gioventù. Furono considerati artisti degenerati, ed è un po’ quello che è accaduto al gruppo di giornalisti e disegnatori che eravamo noi a Charlie Hebdo. Mi sono concentrato sulla mostra del 1937 a Monaco, organizzata dai nazisti per indicare l’arte che non bisognava fare. Paradossalmente è stata la più grande mostra di arte moderna del XX secolo. Raccoglieva la migliore produzione dell’epoca, eppure è stata una mostra nata dall’odio”.