PALESTRO. Si sono concluse nel modo più drammatico le ricerche del 12enne scomparso nelle acque del fiume Sesia nel pomeriggio di venerdì 29 maggio a Vercelli. Era un ragazzino italiano di origine senegalese che era andato al fiume per fare il bagno con gli amici. Il corpo del ragazzo è stato ritrovato nel tardo pomeriggio di domenica 31 maggio nel territorio comunale di Palestro a diversi chilometri a valle dal punto in cui si era tuffato e non era più riemerso. Il ritrovamento è avvenuto in un’ansa del fiume situata nel tratto più occidentale della Lombardia, in una zona prossima alla frazione Pizzarosto di Palestro. Un’area particolare dal punto di vista geografico, dove il Sesia segna il confine naturale tra Piemonte e Lombardia e dove la corrente ha trascinato il corpo del giovane lungo il corso del fiume. Per due giorni le squadre di soccorso hanno lavorato senza sosta nel tentativo di individuare il ragazzo. Sul posto sono stati impegnati i vigili del fuoco con personale specializzato del nucleo Saf (Speleo alpino fluviale), sommozzatori, mezzi nautici ed elicottero Drago di Varese che hanno sorvolato il tratto interessato dalle ricerche. Le operazioni si sono concentrate inizialmente nell’area compresa tra il ponte ferroviario e il ponte della provinciale per Novara, nel territorio di Vercelli, per poi estendersi progressivamente verso valle seguendo il corso del Sesia arrivando anche a Palestro. Sabato pomeriggio hanno fatto una perlustrazione anche i volontari dei vigili del fuoco di Robbio. Secondo la ricostruzione dei fatti, il dodicenne si trovava insieme ad alcuni coetanei nella zona di corso Rigola, alla periferia della città. I ragazzi avevano raggiunto la riva del fiume per trascorrere alcune ore all’aperto, nonostante in quel tratto la balneazione sia vietata e siano presenti cartelli che segnalano la pericolosità delle acque. Dopo essersi tuffato, il giovane sarebbe stato trascinato dalla corrente senza riuscire a tornare in superficie. Gli amici hanno immediatamente lanciato l’allarme, facendo scattare la complessa macchina dei soccorsi. Il ragazzo, italiano di origine senegalese, viveva a Vercelli con la famiglia e frequentava la seconda media all’istituto Avogadro di Vercelli. La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio nella comunità vercellese. Fin dalle prime ore successive alla scomparsa, il padre è stato assistito da una psicologa messa a disposizione dal Comune. Una tragedia che fa tornare d’attualità i rischi dei fiumi, compreso il Sesia. L’anno scorso nel tratto lomellino, a Candia, aveva perso la vita un richiedente asilo politico ospite di un centro d’accoglienza proprio di Candia. In passato c’erano state altre tragedie tra cui quella, nell’agosto 2014, dell’ingegnere robbiese Fabio Gnani morto a 33 anni annegando nel Sesia a Palestro durante un bagno.
Trovato morto a Palestro il 12enne annegato nel Sesia
Il giovane era scomparso nelle acque del fiume a Vercelli mentre faceva il bagno con gli amici










