Un sospetto caso di Ebola è stato segnalato a Cagliari e le autorità sanitarie hanno immediatamente attivato i protocolli previsti. Si tratta di un cittadino originario della Repubblica Democratica del Congo, residente nel capoluogo sardo, rientrato recentemente in Italia dopo un viaggio a Kinshasa con scalo al Cairo.
L'uomo avrebbe manifestato sintomi compatibili con l'infezione e per questo è stato sottoposto agli accertamenti diagnostici. I campioni biologici sono stati prelevati e inviati all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, dove verranno analizzati. I risultati sono attesi nelle prossime ore. L'allarme è scattato nel primo pomeriggio in via Manno, nel centro di Cagliari. Per consentire il trasferimento del paziente in sicurezza all'ospedale Santissima Trinità, la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico. Sul posto sono intervenuti operatori del 118, forze dell'ordine, vigili del fuoco e polizia locale. Il personale sanitario, equipaggiato con dispositivi di protezione specifici, ha preso in carico il paziente, che si trova ora ricoverato in isolamento.Nel frattempo un velivolo militare è stato incaricato di trasportare i campioni biologici a Roma. Qualora gli esami confermassero la presenza del virus, il paziente verrebbe trasferito allo Spallanzani, struttura di riferimento nazionale per le malattie infettive. Sarebbe il primo caso confermato di Ebola in Italia durante questa emergenza.Finora, tuttavia, tutti i sospetti casi registrati nel Paese hanno dato esito negativo. Negativi sono risultati sia i test effettuati su una chirurga rientrata dal Congo dopo aver operato un paziente poi risultato positivo, sia quelli relativi ai due pazienti monitorati presso l'ospedale Sacco di Milano.Secondo il ministro della Salute, il rischio di diffusione sul territorio nazionale resta molto basso. Tuttavia, in via precauzionale, il Governo ha introdotto controlli rafforzati per chi arriva da aree interessate dall'epidemia. I viaggiatori provenienti da Congo e Uganda, anche con voli indiretti, devono segnalare il proprio soggiorno nelle zone colpite nei 21 giorni precedenti all'arrivo in Italia, periodo che corrisponde all'incubazione della malattia.Nel frattempo, la situazione in Africa continua a destare preoccupazione. Secondo i dati diffusi dai Africa Centres for Disease Control and Prevention, sono stati registrati oltre 1.100 casi sospetti, di cui 263 confermati. Sul campo operano l'Organizzazione Mondiale della Sanità e Medici Senza Frontiere, che denunciano ritardi nell'arrivo di personale specializzato, farmaci e aiuti umanitari.Proprio da Bunia, una delle aree più colpite dall'epidemia, arriva l'allarme di Alan Gonzalez, vicedirettore delle operazioni di MSF: secondo l'organizzazione umanitaria, il numero dei contagi continua a crescere rapidamente mentre centinaia di campioni attendono ancora di essere analizzati, rendendo difficile valutare la reale portata dell'emergenza sanitaria.










