di

Cesare Bechis

Il volatile è inanellato alla zampa, significa che è censito. Si sta cercando di capire la provenienza. Nelle scorse settimane un esemplare nero anche a Bari

Viene liberato in un’oasi naturale, ma torna indietro là dove un uomo l’aveva maltrattato. È la storia di un cigno nero che, a distanza di tre settimane dall’apparizione di un esemplare dello stesso colore nelle acque del lungomare di Bari, è comparso a Taranto alla foce del fiume Cervaro, nel secondo seno del mar Piccolo e a poca distanza dall’oasi naturale della Palude La Vela. Sebbene sia ufficialmente interdetta alla balneazione, è una zona affollata di bagnanti. E uno di essi non s’è limitato ad ammirarne l’eleganza, ma ha afferrato il cigno per il collo facendosi riprendere e postando il video su Instagram.

Immediata la reazione dei social che hanno stigmatizzato l’episodio. Altrettanto dura è stata l’assessora comunale Fulvia Gravame (Ambiente) che ha condannato il comportamento di quest’uomo. «Non è un gioco – ha detto – è grave, inaccettabile e privo di qualunque rispetto verso un essere vivente. La sofferenza di un animale non può diventare intrattenimento, né contenuto da condividere sui social».