"Spero sempre che nessuno viva i genocidi in modo leggero. Lo spero perché voglio credere che ci sia ancora un po' di umanità". Tära non fa politica direttamente nei suoi testi ma incarna un'umanità ai margini, figlia della diaspora, con la grinta e la ribellione della cantautrice 23enne figlia di due culture, quella palestinese e quella italiana.
"Sono Tära con i due puntini sulla A" canta e in mezzo a quella dieresi passa un mondo. L'universo delle seconde generazioni dei figli nati in Italia da stranieri. Tära, nome d'arte di Tamara Al Zool, artista italo-palestinese, rappresenta con un modo così naturale e un genere tra r&b e pop trilingue, arabo, inglese e italiano, l' Arab'n'B, per spiegare "Cosa vuol dire avere l’anima in esilio l'identità in affitto", come dice nel verso di "Diaspora".
Tära è in concerto domani primo giugno in chiusura del trentesimo Meeting del Mare, fondato da Don Gianni Citro, a Marina di Camerota in Cilento (Baia di Lentiscelle, ingresso libero). E' solo una delle tappe di questo talento che unisce la Palestina all'Italia, dopo tappe come ad Oslo e al Mi Ami Festival a Milano, la voce di Diaspora, Mezzaluna (che ha raccontato anche in un monologo tv a Le Iene), Araba Fenice con il suo ep "Zefiro, continuerà a fare il giro del Paese, tra Roma, Piazza Armerina in Sicilia, Cesena, Brescia, Bologna e tra fine luglio e agosto a Friburgo, Gent in Belgio, Lucerna in Svizzera, Berlino e Amburgo.






