Dylan Dog, che nell'albo Il numero duecento aveva già omaggiato Andrea Pazienza, non poteva che sentirsi a casa a Pescara, città che un'artista del calibro di Paz è stata legata a filo doppio. Ancora di più in occasione di Cartoons on the Bay che di fumettisti, registi, animatori e creativi è la casa ormai da 30 anni. Anche per Dylan il 2026 rappresentava un compleanno tondo, i 40 anni, e l'International Animation and Transmedia Festival, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, lo ha festeggiato con la mostra "Quarant'anni di sogni e incubi con Dylan Dog" in collaborazione con Sergio Bonelli Editore che ha invaso corso Umberto I incantando chi con l'indagatore dell'incubo creato da Tiziano Sclavi nel 1986 ci è cresciuto e incuriosendo i più giovani che magari non l'avevano ancora intercettato.
A curare la serie "bonelliana" oggi c'è Barbara Baraldi, autrice di thriller e sceneggiatrice di fumetti, che a chi le chiede quanto è pesante quest'eredità dice: "Incubo. Incubo. Io dico sempre che è stata proprio un'avventura da far tremare i polsi. Ma ci sta perché appunto l'incubo è il mestiere di Dylan e quindi è il mestiere di chi lo cura. E io credo che la paura mantenga vivi proprio, nel senso proprio che aiuta a elaborare le paure. Sappiamo che è l'emozione più antica di tutte e che ci ha tenuto al mondo fino adesso, quindi benissimo così". Sulla mostra dedicata a Dylan Dog presentata a Pescara spiega: "E' stata molto bella perché lo ha portato proprio in piazza e quindi attraverso queste grandi illustrazioni che riprendono delle copertine dei personaggi molto amati, dai cattivi come Xabaras, che poi è un personaggio amatissimo anche lui perché è pieno di sfumature, a Botolo che è il cane randagio che gli si affeziona e che lo segue in alcune avventure, passando per Madame Trelkovski. Quindi è proprio un passaggio sia per chi ama Dylan, e ho visto tantissime persone fermarsi a fare le foto, mandare ai genitori, e sia per chi non lo conosce, le nuove generazioni che possono leggere anche i pannelli con la storia e in qualche modo venire a conoscenza dell'indagatore dell'incubo".













