Una testimonianza drammatica: “Più la tenevi su e più la testa cadeva in avanti. Aveva tutto il corpo viola e le labbra viola. Già lì stava molto male”. A parlare con gli inquirenti, ascoltata in forma protetta, è la sorellina di Beatrice, la bambina di due anni morta il 9 febbraio scorso a Bordighera, nell’imperiese. Anche lei è una bambina, ha solamente 9 anni e ha parlato delle ultime ore di vita della sorella, descrivendo la situazione di grave sofferenza andata avanti per giorni senza che, secondo l’accusa, venissero richiesti soccorsi o cure mediche. Sabato è arrivata la svolta nelle indagini con l’arresto del compagno della mamma, il 42enne ManuelIannuzzi. Per la madre delle tre bimbe, Emanuela Aiello – già in carcere da febbraio – si aggrava l’ipotesi di reato: l’iniziale accusa di omicidio preterintenzionale è stata mutata in maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina, una fattispecie che prevede pene comprese tra i 12 e i 24 anni di reclusione.
La sorella maggiore di Beatrice racconta dettagli choc dell’agonia della sorellina. Secondo il suo racconto, già dalla sera del 7 febbraio, quando lei e le sue due sorelline si trovavano a Perinaldo a casa del compagno della madre, Beatrice mostrava condizioni preoccupanti. La sorella ha riferito di averla sentita urlare mentre si trovava con l’uomo e che avrebbe “vomitato più volte”. Le due sorelle maggiori avrebbero tentato di chiedere aiuto agli adulti presenti in casa senza ottenere risposta.










