La verità sulla tragica morte di Beatrice, la bambina di appena due anni deceduta il 9 febbraio scorso nell’imperiese, si fa strada attraverso le parole strazianti e lucidissime della sorella maggiore. Agli atti dell’inchiesta che punta a fare luce sulle precise circostanze del decesso, è stata depositata la testimonianza della ragazzina di 9 anni. Davanti agli investigatori, la minore ha ricostruito l’escalation di sofferenze e violenze andata avanti per giorni all’interno delle mura domestiche, configurando un quadro di gravissima omissione di soccorso e maltrattamenti che, secondo l’impianto accusatorio, ha condotto alla morte della piccola senza che venisse mai allertato il personale medico.

I primi sintomi e le grida d’aiuto inascoltate

Il calvario della piccola Beatrice sarebbe iniziato la sera del 7 febbraio a Perinaldo, nell’abitazione di Manuel Iannuzzi, compagno della madre delle bambine. Secondo quanto riferito dalla sorella maggiore, la vittima mostrava già un quadro clinico preoccupante. La testimone ha raccontato di aver udito chiaramente la sorellina urlare mentre si trovava in una stanza da sola con l’uomo e ha aggiunto che la piccola aveva iniziato a vomitare a più riprese. Davanti a quei segnali di evidente malessere, le due sorelle più grandi avrebbero tentato ripetutamente di attirare l’attenzione degli adulti presenti nell’appartamento per chiedere un intervento, senza tuttavia ottenere alcuna risposta o rassicurazione.