A Ferrara, nel 1975, Franco Farina, allora direttore della Galleria Civica di Modena, promosse la mostra Ladies and Gentlemen di Andy Warhol, che segnò una svolta per la città, e anche per la comprensione dell’artista. Janus (il curatore, pseudonimo di Roberto Gianoglio) aveva scelto circa 100 opere dedicate a drag queen, transessuali per lo più neri e portoricani.
X
Andy Warhol, l’artista che aveva reso icone bizantine i prodotti del mercato globale, dalle conserve di pomodoro Campbell alla Coca Cola, a Marilyn Monroe, a Mao Zedong, ora si rivolgeva ai margini, agli scarti di quello stesso sistema che lui contribuiva a celebrare, e con cui e in cui giocava.
Warhol sbarca a Bologna il 25 ottobre 1975, accolto, tra gli altri, da Janus, da Farina e sua moglie, Lola Bonora. A dicembre del 1975 i visitatori della mostra ferrarese sono più di 35mila, e la mostra viene prorogata all’Epifania del 1976. Nel mezzo di questa giostra, la notte del 2 novembre 1975 muore Pier Paolo Pasolini, che nei mesi precedenti molto aveva riflettuto su Warhol, proprio mentre lottava per terminare il suo film più estremo, Salò o le 120 giornate di Sodoma, film, come lui stesso ebbe a dire, sulla mercificazione del corpo (tema wharholiano), sul suo essere cosa disponibile al consumo.







