La protesta annunciata sia dai sindacati confederali sia da quelli di settore per protestare contro i nuovi affidamenti dei servizi Intercity e quella che prevedono “un stagione di dumping contrattuale, accompagnata da una riduzione dell’offerta commerciale”.
Nuovo sciopero dei treni in vista per l’11 giugno dopo lo stop e i disagi dei giorni scorsi. La protesta annunciata sia dai sindacati confederali sia da quelli di settore per protestare contro le nuove gare di affidamenti dei servizi Intercity, prevista dal Governo, e per gli investimenti infrastrutturali e la liberalizzazione. La protesta consisterà in uno sciopero nazionale di 8 ore, dalle 9:01 alle 17:00 di giovedì 11 giugno, del personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari.
"Il Governo ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity dove è emersa la volontà del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto” hanno spiegato Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti proclamando lo stop di 8 ore. “L’assenza nelle gare di clausole sociali vincolanti, l’incertezza sugli investimenti infrastrutturali e un processo di liberalizzazione che rischia di scaricare i costi su lavoratrici, lavoratori e cittadini sono segnali che potrebbero aprire la strada ad una stagione di dumping contrattuale, accompagnata da una riduzione dell’offerta commerciale a causa del congestionamento della rete e dalla frammentazione del servizio, con inevitabili ripercussioni sulla qualità del trasporto ferroviario reso all’utenza” sostengono i sindacati, aggiungendo: “Seppure pronti a confrontarsi sulla materia non siamo disponibili ad assistere in silenzio allo smembramento del trasporto ferroviario e al depauperamento di un asset strategico del Paese sulla pelle di lavoratrici, lavoratori e cittadini”.










