di
Gino Pagliuca
Nel 2025 il fatturato delle transazioni residenziali in Italia ha toccato i 124 miliardi di euro, 10 miliardi in più rispetto al 2024. Le compravendite hanno chiuso l’anno a quota 766.757
Nel 2025 il fatturato delle transazioni residenziali nel nostro Paese ha toccato i 124 miliardi di euro, 10 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Quello del volume d’affari generato dalle compravendite è il dato più atteso dagli addetti ai lavori alla presentazione del rapporto annuale sul mercato residenziale curato dall’Agenzia delle entrate in collaborazione con l’Abi (qui il link al rapporto completo), anche perché il consuntivo sul numero delle operazioni viene reso noto a inizio marzo. L’aumento del fatturato, sottolinea il rapporto, è pari all’8,8%, percentuale che si confronta con il +6,4% di aumento delle compravendite, che hanno chiuso lo scorso anno a quota 766.757.
Mercato a due velocità: le case che nessuno vuoleVi è stato quindi un modesto incremento dei prezzi a livello generale. Il report fornisce anche il grafico di confronto tra andamento delle vendite e dinamica dei prezzi; la serie storica parte dal 2004 e i dati confermano che la casa, sempre parlando in termini generali, non difende dall’inflazione e addirittura perde terreno anche se si considerano i valori nominali: fatto 100 il 2004, le compravendite nel 2025 hanno toccato quota 124,3, non lontano dal 128,1 del 2010 che rappresenta il massimo del periodo, i prezzi sono ancora a 94,3 e non superano quota 100 dal 2006. Il problema è che il mercato non è composto solo da attici a Brera o a Piazza di Spagna ma di centinaia di migliaia di abitazioni nelle aree interne che nessuno vuole. Nella lettura del dato delle transazioni va anche sottolineato che gli scambi, pur essendo in buona ripresa, sono ben lontani dal loro potenziale perché in Italia passano di mano solo 208 case ogni 10mila esistenti, il dato cresce se si considerano i capoluoghi a 253.







