Da diversi anni ormai alcuni capi e accessori nati come abbigliamento da lavoro hanno smesso di essere utilizzati solo in fabbrica e nei cantieri e cominciato a essere usati – o addirittura ad andare molto di moda – anche nella vita di tutti i giorni. È successo per esempio con gli scarponcini Timberland e i pantaloni di Carhartt e Dickies. Più di recente è successo con “la giacca da lavoro blu”, in inglese nota come chore jacket o workwear jacket.

Dal 2020 circa ha iniziato a essere molto indossata prima dagli amanti del vintage, che le scovavano nei mercatini o nei negozi di seconda mano, e poi da giovani uomini molto famosi del mondo dello spettacolo. Tra questi ci sono per esempio il cantante Harry Styles e gli attori Jeremy Allen White, Jacob Elordi e Austin Butler. Nelle ultime settimane se ne è parlato perché Palantir – la controversa azienda di analisi dei dati che ha forti legami con il settore militare statunitense – ne ha messa in vendita una sua versione da 239 dollari, come parte di una strategia per dare un’immagine più cool di sé.

Le giacche da lavoro in generale cominciarono a diffondersi con la nascita delle fabbriche durante la Prima rivoluzione industriale. Prima, chi lavorava nei laboratori artigiani indossava un grosso grembiule in pelle resistente, che però era molto ingombrante e non si adattava bene al lavoro in fabbrica. Il grembiule da lavoro fu quindi sostituito inizialmente con una salopette con una grossa tasca sul davanti e poi con giacca e pantaloni da lavoro.