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La libertà non è gratis. Dimostrare al mondo di voler difendere la propria identità, i valori comuni, le radici giudaico-cristiane, i confini e che chi sta dalla nostra parte ha il nostro sostegno è divenuto più urgente che mai. Altrimenti conviene scegliere la strada svizzera della neutralità dichiarata, ma senza restare ambigui e autodistruggerci. L’Unione europea e, in parte, anche la Nato ormai sembrano dei centri sociali per anziani. L’ambiguità o il disinteresse riguardo alla fine della guerra in Ucraina, poi l’immobilismo sull’Iran e oggi, dopo il drone in Romania, non possono che distruggere la nostra credibilità e qualsiasi idea di deterrenza tra superpotenze nucleari. Il drone che si è schiantato a Galati, in Romania, a 10 chilometri dal confine con l’Ucraina, è russo e forse è stato deviato dalla contraerea ucraina, ha detto il presidente rumeno. In realtà, però, poco importa, perché è pur sempre un drone russo che ha colpito un edificio civile all’interno dello spazio aereo della Nato e dell’Ue. Vladimir Putin ipotizza che il drone sia ucraino, ma pare non vi sia alcun elemento per affermarlo. Il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha reagito così alla vicenda: «Comportamento irresponsabile della Russia. Siamo pronti a difendere ogni centimetro di territorio alleato».











