Milano, 31 mag. (askanews) – Ci sono vite che sembrano appartenere più alla letteratura che alla storia, e quella di Fernando De Rosa è una di queste. “Il capitano romantico. Fernando De Rosa socialista libertario” di Fabio Florindi, pubblicato da Arcadia Edizioni, restituisce con efficacia la traiettoria intensa e contraddittoria di un protagonista dimenticato dell’antifascismo europeo.
Fin dalle prime pagine, la biografia colpisce per i tratti quasi romanzeschi dell’infanzia: nato a Milano nel 1908 e registrato come figlio di ignoti, De Rosa cresce a Torino con un’identità segnata da ambiguità e segreti. Questa origine incerta sembra riflettersi in una personalità inquieta, che trova un punto di svolta nella tragica morte accidentale dell’amico Mohamed Ali. L’episodio segna profondamente il giovane e accelera il suo distacco dal fascismo, cui aveva inizialmente aderito.
Florindi ricostruisce con attenzione la sua evoluzione politica, mostrando il passaggio da simpatizzante del regime a militante antifascista attivo, soprattutto nell’ambiente universitario torinese. Tra commemorazioni proibite, difesa di docenti perseguitati e diffusione clandestina di stampa, emerge il ritratto di una minoranza coraggiosa immersa in un clima di violenza e repressione.











