ENEGO (VICENZA) - Minacce di morte e lettere minatorie recapitate non solo al parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: a finire nel mirino, questa volta, è stato anche il cronista veneto Adriano Cappellari, collaboratore del quindicinale vicentino L'Altopiano. Il giornalista, infatti, aveva scritto alcuni articoli di solidarietà al parroco anti camorra.
«Sconcertante percorso di minacce» «Minacce di morte a don Patriciello, alla Meloni e al nostro collaboratore». Con queste parole, L'Altopiano - La voce di Asiago 7 Comuni ha diffuso la notizia delle minacce rivolte anche al giornalista Adriano Cappellari. «Dall'Altopiano, anzi dal piccolo paese di Enego, fino alla periferia di Napoli e alla Presidenza del Consiglio. È lo sconcertante percorso delle minacce di morte che hanno coinvolto dapprima il nostro collaboratore del giornale, poi la nostra redazione, giungendo ora anche a don Maurizio Praticiello», riporta l'estratto di un articolo condiviso sulla pagina Facebook della testata. Tantissimi gli utenti che hanno espresso la propria solidarietà alla testata e al giornalista finito nel mirino delle minacce e delle intimidazioni. «Conosco bene Adriano. È un giovane onesto e un giornalista che dice la verità. Ha avuto il coraggio di mettere la mano nel covo di serpenti e questi lo vogliono mordere», riporta un utente. E poi ancora: «Forza Adriano, siamo con te». Prefettura e Questura di Vicenza al lavoro Anche la Prefettura e la Questura di Vicenza stanno seguendo il caso. «La situazione - spiega il questore Francesco Zerilli - è all'attenzione dei nostri uffici e nei prossimi giorni vedremo. Comunque la rilevanza e la concretezza delle minacce in questione è tutta da riscontrare». Alberto Stefani: «Libertà di stampa uno dei fondamenti della nostra società civile» Anche il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha espresso solidarietà per quanto accaduto. «La libertà di stampa è uno dei fondamenti della nostra società civile, garanzia di libertà e democrazia - ha dichiarato -. Ogni volta che un giornalista viene sottoposto ad intimidazioni, è tutta la comunità che viene messa in pericolo. Esprimo i sentimenti di solidarietà ad Adriano Cappellari, cronista vicentino, diventato bersaglio di gravi minacce e inviti a smettere di scrivere per aver dimostrato attenzione all'attività di don Maurizio Patricello».Stefani ha poi aggiunto: «Insieme al giornalista vicentino, è stata minacciata anche la redazione del periodico asiaghese. È inaccettabile che sia attaccato in modo simile chi non si sottrae a tenere alta l'attenzione sulla difesa della legalità, tema che come dimostra il caso trova, giustamente, grande sensibilità e attenzione. Mi auguro che le indagini proseguano rapidamente con successo e gli autori delle minacce siano assicurati alla giustizia».Solidarietà dell'Ordine dei Giornalisti e del Sindacato Giornalisti Veneto L'Ordine dei Giornalisti del Veneto e il Sindacato Giornalisti Veneto hanno espresso la propria solidarietà ad Adriano Cappellari, collaboratore del periodico «L'Altopiano» e de «Il Giornale di Vicenza», oggetto di minacce anonime per il suo sostegno all'opera di don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano. «Siamo vicini - afferma una nota - anche alla redazione del quindicinale asiaghese, anch'essa destinataria di intimidazioni. L'unica 'colpa' di questi colleghi è stata quella di dare voce a un difensore della legalità e promotore del riscatto e della dignità di una terra martoriata da violenza e sopraffazione. Un obiettivo e un impegno che non li vede soli, ma che fa parte del Dna di tutti i giornalisti e delle istituzioni che li rappresentano». Luca Zaia: «Il coraggio civile non ha età» «Le minacce rivolte ad Adriano Cappellari, collaboratore del Giornale di Vicenza e de L'Altopiano, sono un fatto grave. Quando si tenta di intimidire un cronista per ciò che scrive, non si colpisce solo una persona, ma il diritto dei cittadini a essere informati in modo libero e trasparente. E noi non possiamo permetterlo: ad Adriano va tutta la mia solidarietà, la mia vicinanza e l'incoraggiamento a non arretrare di un passo». Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo in merito alle lettere anonime e ai messaggi intimidatori che da mesi prenderebbero di mira il giovane cronista vicentino. «Adriano Cappellari è un ventenne appassionato di giornalismo. È un collaboratore molto giovane, ma non per questo meno serio o autorevole. Anzi, rappresenta l'esempio di una nuova generazione che sceglie di informare con responsabilità e con la schiena dritta, senza arretrare davanti alle difficoltà. Il coraggio civile non ha età: conta la coerenza, conta il rispetto dei fatti, conta la dedizione verso i lettori» ha poi concluso.









