HomeSpecialiServiziIl respiro delle storie di mareDella Maggesa Due cose abbiamo scoperto in questo viaggio giornalistico dedicato ai mestieri del Golfo. Due cose di cui forse avevamo...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciDella MaggesaDue cose abbiamo scoperto in questo viaggio giornalistico dedicato ai mestieri del Golfo. Due cose di cui forse avevamo già un’intuizione, ma non la consapevolezza piena e concreta che si acquisisce soltanto attraverso l’incontro con gli occhi e le parole delle persone. Noi del mestiere, le chiamiamo inchieste o reportage: servono per andare in profondità e per restituire ciò che la superficie, al massimo, fa solo intravedere. Due cose, dunque, ci ha suggerito il nostro lavoro, ma i lettori che vorranno accompagnarci in questo viaggio, ne siamo certi, ne scopriranno molte altre ancora, forse più sorprendenti. Perché questo fanno le storie: generano senso e significati, aprono porte verso altri piccoli, grandi mondi.
La prima è che la nostra ricchezza viene dal mare: in questo sta la principale forza di un territorio che per molto tempo ha voltato le spalle all’acqua, perdendo la consapevolezza stessa di essere città di mare. L’industrializzazione di Stato ci ha trascinati in un’altra direzione, beneficiati e insieme sacrificati da scelte fatte lontano da qui. È stata la grande crisi degli anni ’90 a riportare la città verso il proprio mare: nella ricerca di un nuovo ruolo, di respiro, identità, rango e autonomia, di lavoro e iniziativa, di apertura al cambiamento e al coraggio, alle relazioni, agli scambi.







