Tre giornate al Teatro delle Muse con chirurghi, cardiologi e anestesisti da Europa, Stati Uniti, Asia, Sud America e Medio...Tre giornate al Teatro delle Muse con chirurghi, cardiologi e anestesisti da Europa, Stati Uniti, Asia, Sud America e Medio Oriente: 470 cardiochirurghi da 44 Paesi si sono riuniti ad Ancona per la quinta edizione dell’Ancona Live Course, il congresso sulla cardiochirurgia mini-invasiva che l’ente organizzatore definisce il più grande in Europa tra quelli promossi da un singolo istituto ospedaliero-universitario. Al centro del congresso la tecnica transascellare, sviluppata dalla Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche (Aoum) e oggi adottata in numerosi centri internazionali: prevede un’incisione di circa quattro centimetri nell’ascella destra per intervenire sulle valvole cardiache senza aprire completamente lo sterno. Dal 2017 a oggi, l’utilizzo di questa tecnica nell’ospedale anconetano è passato dal 50 al 90% degli interventi valvolari, mentre il 50% resta il riferimento nei principali programmi in Germania e negli Stati Uniti. Nel solo 2025 il centro ha ospitato 36 settimane di formazione internazionale. Spazio anche ai protocolli Eras, strategie per accelerare il recupero post-operatorio. "L’ateneo è protagonista nei processi di innovazione scientifica e clinica: la presenza di specialisti da 44 Paesi testimonia la capacità del nostro territorio di attrarre competenze di altissimo profilo", dice Enrico Quagliarini, rettore dell’Università Politecnica delle Marche. "Un’ulteriore conferma del livello di alta complessità raggiunto dai nostri presidi ospedalieri, eccellenze da tutelare e valorizzare in ogni modo", aggiunge Armando Marco Gozzini, direttore generale dell’Aoum.
Cardiologi e chirurghi da tutto il mondo
Tre giornate al Teatro delle Muse con chirurghi, cardiologi e anestesisti da Europa, Stati Uniti, Asia, Sud America e Medio...















