HomeSpecialiServiziIl terminal si prepara all’era 4.0: "Le gru saranno pilotate da remoto"Pellegri, project director, traccia la trasformazione profonda che cambierà il volto operativo di Lsct. Tra piano di razionalizzazione delle aree, ricollocazione delle infrastrutture e remotizzazione dei processi .Matthieu Gasselin, ad del gruppo Contship Italia e di La Spezia Container TerminalRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUna trasformazione profonda, destinata a cambiare il volto operativo di La Spezia Container Terminal nei prossimi anni. È quella delineata da Alessandro Pellegri, project director del gruppo Contship, che individua nello sviluppo del terzo bacino il perno strategico del futuro del porto spezzino. Un piano di investimento privato da 350 milioni di euro che coinvolge i moli Ravano, Fornelli e Garibaldi e che punta non tanto ad ampliare le superfici operative, quanto a rivoluzionare l’organizzazione del terminal attraverso riqualificazione degli spazi, revamping, automazione, remotizzazione e sostenibilità ambientale. La capacità di piazzale del nuovo terminal aumenterà da 28 mila a 30.500 teu, mentre la capacità di movimentazione di contenitori passerà da 1,4 milioni a 1,8 milioni teu. Grande attenzione sarà posta anche al trasporto intermodale che, grazie a nuove infrastrutture e fasci ferroviari, consentirà di passare dall’attuale rall share del 35% di container movimentati su rotaia al 50%, con benefici concreti per la città della Spezia e per i suoi abitanti: maggiore utilizzo del treno significa infatti meno traffico pesante su strada, riduzione delle emissioni e un impatto più sostenibile sulla viabilità urbana e sulla qualità della vita del territorio.
Il terminal si prepara all’era 4.0: "Le gru saranno pilotate da remoto"
Pellegri, project director, traccia la trasformazione profonda che cambierà il volto operativo di Lsct. Tra piano di razionalizzazione delle aree, ricollocazione delle infrastrutture e remotizzazione dei processi .








