HomeBolognaCronacaTram, cantieri d’arte. Una mostra in CorticellaLungo i lavori della ‘Verde’, tra le vie Gorki e Sant’Anna, esposte 20 opere. Durerà un mese, i curatori: "Diamo una risposta al disagio che vive la città".La mostra ‘Cantieri d’arte’ resterà tra via Gorki e via Sant’Anna, accanto ai binari, fino al 30 giugnoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAi cultori di Aldo, Giovanni e Giacomo ricorderà ‘Divani nel tempo’, la mostra nel film ‘Il grande giorno’. Solo che a unire sacro e profano non ci sono la dolcezza e il fresco del lago di Como, ma il traffico e il solleone di Corticella, in un maggio che assomiglia a luglio. Eppure gli umarells non mancano: sono lì, braccia dietro la schiena, in prima fila. L’occasione di ammirare i cantieri del tram conditi da quadri, installazioni, poesie, fiumi di parole è troppo ghiotta. L’ultima trovata del Comune è tanto semplice quanto efficace: con ‘Cantieri d’arte’, fino al 30 giugno (cioè alla scadenza dei fondi Pnrr) 20 opere animeranno i lavori della linea verde tra via Gorki e via Sant’Anna.
L’assessore Michele Campaniello guida il gruppo vacanze – c’è pure un ombrello contro il sole – lungo la recinzione che separa i binari dalla carreggiata, dove con l’ausilio della polizia locale gli umarells si prendono il proprio spazio vitale. "Abbiamo portato il mare a Bologna: ce lo chiedono i bambini", scherza Campaniello mentre mostra un enorme pannello blu con polpi, meduse e pesci, pensato dagli alunni dell’elementare Mader con il consorzio Canali di Bologna. Ci sono sette fantocci con sette cartelli realizzati con materiali di fortuna, in fondo alla strada, poco prima del semaforo. "A nin poss piò", recita uno. "Bella vez", un altro. C’è uno squalo che ingoia una rete con scritto ‘lavori in corso’, dice "stai polleg". Poi una cartina caricaturiale dell’Emilia-Romagna di fianco a una ruspa, un’allegoria di Matilde di Canossa, la ‘Metamorfosi’ di Chicchi (al secolo Riccardo Chiesi) con un insaccato kafkiano intento a fumare. Opere che arrivano da Corticella, da Bologna, dall’Emilia-Rionagna, "ma anche dal Messico", racconta il curatore Giandomenico Fortino.







