"La maturità di un popolo, e dunque anche di una comunità, si misura di come e quanto si prende cura dei più fragili". Ad affermarlo, complimentandosi per l’eccellente risultato è stato il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, che ieri pomeriggio ha raggiunto Chiuro per l’inaugurazione della "nuova" casa di riposo Madonna della Neve. Nuova, in realtà, per come si presenta dentro e fuori dopo l’ultimo imponente blocco di interventi dai quali è stata interessata, perché in realtà già 76 anni fa, dimostrando una lodevole attenzione ai più deboli, don Ambrogio Redaelli nei locali dell’appartamento teologale fondò a Chiuro la "Casa di ricovero per vecchi e inabili al lavoro". Da allora, è stato un susseguirsi pressoché ininterrotto di ampliamenti e migliorie senza sosta, sino all’ultimo anno e mezzo, quando gli stessi ospiti hanno convissuto con pazienza i lavori costati quasi 7 milioni di euro di ristrutturazione di facciate, terrazzi e tetto, efficientamento energetico, modifiche alla distribuzione interna degli spazi. A fare gli onori di casa Casimiro Maule, presidente ("questo non è un edificio, ma una comunità") e Caterina Borinelli, direttore della Fondazione Rsa Madonna della Neve che ha molto opportunamente posto l’accento sul "diritto alla dignità della vecchiaia". Un concetto ripreso anche dal sindaco Tiziano Maffezzini. "Ai nostri anziani dobbiamo molto – ha osservato – Consentire loro di vivere ed essere seguiti in ambienti curati come questi è la doverosa risposta ai sacrifici che loro hanno fatto per noi". E nello spirito di quella che è stata fin qui la storia della "Madonna della Neve", i lavori non sono finiti. In programma vi sono sei minialloggi e altre camere. Sara Baldini
Casa di riposo, festa col cardinale. Investiti sette milioni di euro per la ristrutturazione dell’edificio
Il vescovo Cantoni: "La maturità di un popolo si misura da come e quanto si prende cura dei più fragili". Il presidente della Rsa Madonna della neve, Casimiro Maule: "Questo non è un immobile, ma una comunità".








